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| 24 dic 2022 | 17:04

Emendamento 'caccia selvaggia', Enpa: "Bocciato il fondo per risarcire allevatori e agricoltori. Fauna selvatica? In Trentino posizioni strumentali finalizzate al business"

L'Enpa si esprime contro l'emendamento 'caccia selvaggia' inserito nella manovra economica dal governo Meloni: "Bocciato un fondo di 6 milioni di euro per risarcire i danni da fauna selvatica: a Natale un 'brutto regalo' per allevatori e agricoltori. Caccia selvaggia? Norma 'killer' che prevede fucilate in qualsiasi circostanza"

Emendamento 'caccia selvaggia', Enpa: Bocciato il fondo per risarcire allevatori e agricoltori
di F.C.

TRENTO. "Il Governo ha bocciato un fondo di 6 milioni di euro per risarcire i danni da fauna selvatica. Il vero obiettivo non è quello di tutelare gli agricoltori e gli allevatori, ma quello di armare e autorizzare spari 'no limits' contro orsi, martore, caprioli, daini, pettirossi, cinghiali, mufloni e ogni altro animale commestibile, al solo scopo di mangiarli e farli mangiare". E' questo il commento di Enpa Trentino contro l'emendamento 'caccia selvaggia' inserito nella manovra economica dal governo Meloni.

 

Secondo l'Enpa il discorso nazionale "rispecchia quanto accade in Trentino, dove più volte abbiamo chiesto maggiori sostegni economici e supporti tecnici per gli allevatori di montagna e gli agricoltori, al fine di agevolare una corretta e possibile coesistenza fra uomo e fauna selvatica, compresi grandi carnivori. Sui selvatici la maggioranza ha posizioni ideologiche e strumentali, finalizzate al business".

 

L'accusa dell'associazione animalista si rivolge in particolar modo all'emendamento sulla "caccia selvaggia", "non è una norma per tutelare nessuno, ma una norma 'killer' finalizzata, su pressione di ristrette categorie, a creare e a far prosperare un business sulla fauna: da bene di tutti a patrimonio di pochi". L'Enpa prosegue, "dire che la norma in questione riguarda solo i tanto perseguitati cinghiali è falso".

 

Nel testo si riporta che: "Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, per la tutela della biodiversità, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche e per la tutela della pubblica incolumità e della sicurezza stradale provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia, comprese le aree protette e le aree urbane anche nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto".

 

Il documento, accusa l'Enpa,"non solo fa riferimento a tutti gli animali selvatici (non limitandosi dunque ai soli cinghiali) ma prevede anche una casistica così vasta e generica da prefigurare le fucilate in qualsiasi circostanza e per ogni evenienza. La 'soluzione finale' per tutta la fauna. Ed un pericolo notevole e generalizzato per le persone". Oltre alle tante associazioni ambientaliste e animaliste tra cui Lav, Lipu e Wwf, si sono mostrati contrari anche gli esperti di diverse associazioni scientifiche italiane.

 

"Le norme di caccia selvaggia – dichiara Enpa - riflettono una visione arcaica e antiscientifica della biodiversità e della natura che, con la possibilità di sparare in città e nei parchi, mette in serio pericolo anche la pubblica sicurezza, facendo del nostro Paese una vera polveriera. Faremo ricorso ad ogni strumento legale, facendo anche valere le norme del codice penale, e ad ogni mezzo di comunicazione per bloccare questo provvedimento che, oltre ad essere incostituzionale, ripugna alla coscienza della stragrande maggioranza degli italiani".

 

Anche il fenomeno legato agli incidenti stradali con animali rappresenta secondo Enpa "un clamoroso esercizio di ideologia": "Nel 2019, rileva l’Istat, in tutto il Paese ci sono stati 172mila incidenti con lesioni, che hanno causato la morte di 3.173 persone e il ferimento di altre 241.384. Nello stesso anno, osserva l’Asaps (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale), gli incidenti stradali con il coinvolgimento di selvatici sono stati 164 (lo 0,095% del totale) con 15 decessi (lo 0,4%) e 221 feriti (0,09%)".

 

Una situazione definita quindi "paradossale", visto che "il Ministero della Salute riporta per il 2018 ben 5.100 incidenti stradali causati guida in stato d’ebbrezza senza che nessuno si sia mai sognato, per questo motivo, di mettere al bando il vino e gli alcolici dai supermercati, dai ristoranti, dalle enoteche", conclude l'associazione.

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